lunedì 28 novembre 2016

Nuvole e campanile...

“Ho sempre percepito il linguaggio della narrazione di Vincenza Fanizza come imparentato al cinema.  Non penso al cinema contemporaneo ma a quello degli inizi, con il bambino paffutello e nudo che corre ridendo per la stanza perché non si vuole vestire, la bambina che sale sull'albero a guardare il mare o che vede oggetti e animali nel profilo cangiante delle nuvole dal terrazzo alto della casa della nonna, vicino al campanile e ai nidi delle rondini. Mi fa pensare anche al cinema libero e  anarchico di Jean Vigo, pieno di sogni ma sempre ancorato all'osservazione e allo spunto reale. Però, a differenza di quei film in bianco e nero, per Vincenza i colori sono importanti e hanno  proprio valenza pittorica, sono colori che dicono”.
(Dalla recensione di Maresa D’Arcangelo su Stamp.Toscana)


La foto è di Serena Bosco

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