E' fresco di stampa il mio nuovo libro "In viaggio con Martina", pubblicato da Germani Editore.
domenica 25 marzo 2018
sabato 17 febbraio 2018
Come nasce un romanzo...
“Quando le chiedono come nasce un suo romanzo, la
donna dai capelli corti risponde che tutto comincia con un personaggio che
bussa alla sua porta. Lei apre. Il personaggio entra, si siede. Lei prepara un
caffè; qualche volta ci saranno pure dei biscotti appena fatti o del pane e
burro con un poco di sale spruzzato sopra, per chi preferisce il salato al
dolce. Il personaggio berrà il caffè che gli viene offerto. Sgranocchierà un
biscotto o due. Alcuni fra di loro timidamente dicono di preferire un tè a quell’ora
del pomeriggio e vorrebbero assaggiare quella marmellata di albicocche per cui
è conosciuta fra gli amici. L’autrice preparerà un tè che potrà essere alla
menta, o al gelsomino, con il limone o col latte secondo i gusti. Aprirà il
barattolo della marmellata di albicocche e ci infilerà dentro un cucchiaio
perché il visitatore si serva a suo piacere. Il personaggio sorbirà il tè,
guardandosi attorno e poi racconterà la sua storia.”
(Da “Colomba” di Dacia Maraini- Rizzoli)
sabato 10 febbraio 2018
Viaggiare!
Viaggiare è andar via di casa,
è lasciare gli amici
è provare a volare.
Volare imparando altri rami
percorrendo altre strade
è tentar di cambiare.
Viaggiare è travestirsi da folle
dire “non mi importa”
è voler ritornare.
Ritornare apprezzando quel poco
degustando una coppa
è di nuovo provare.
Viaggiare è sentirsi poeta,
scrivere una lettera,
è voler abbracciare.
Abbracciare arrivando a una porta,
agognando la calma,
è lasciarsi baciare.
Viaggiare è farsi mondano
conoscere altra gente
tornare a cominciare.
Viaggiare è andar via di casa,
travestirsi da folle
è dire tutto e niente con un bollo postale.
Dormire in un altro letto,
sentir che il tempo è breve,
viaggiare è ritornare.
Gabriel García Márquez
(Trad. di M. Fernàndez)
giovedì 18 gennaio 2018
Mi piace il vento.
Mi piace il vento
perché mi porta via
Mi piace il vento
perché non torna indietro
Mi piace il vento
perché spettina il mondo
Mi piace il vento
perché gioca con tutto
E ride anche da solo
E parla con le foglie
E se gli viene da piangere
non importa se qualcuno lo vede
si siede e piange
e nessuno riesce a consolarlo
se lui non vuole.
(Giusi Quarenghi - Da “E sulle case il cielo”)
giovedì 21 dicembre 2017
Un messaggio in una bottiglia!
“Nessuno scrittore sa per chi scrive. Ogni libro è
come un messaggio in una bottiglia, affidato al mare con la speranza che
raggiunga l’altra costa. Mi sento molto riconoscente quando qualcuno lo trova e
lo legge…”
(Isabel Allende)
lunedì 11 dicembre 2017
GRAZIE A TUTTI!
Certo
le recensioni dei critici sono importanti e gratificanti ma i commenti dei
lettori scaldano il cuore.
Parola
ai Lettori
Un gran bel libro (Andrea)
Il libro è molto bello e intimo. Mi è piaciuto
molto. Soprattutto la semplicità del racconto. Dimostra che vale sempre la pena
raccontare una storia. Brava (Domenico)
Finalmente sono riuscita ad avere il tuo libro. Sono
stata davvero felice e l'ho già letto. Complimenti, mi è piaciuto tantissimo :
mi piace la tua maniera di scrivere, fresca e spontanea ( so bene quanta fatica
e studio c'è dietro ), mi sono piaciute tantissimo le descrizioni dei luoghi e
soprattutto del mare e delle nuvole ; nella mia mente si raffiguravano dei veri
e propri acquarelli con i loro colori, è emersa la tua profonda sensibilità nei
ricordi che spesso ci accomunano, nella
descrizione dei tuoi figli già dal momento della nascita e nella peculiarità
dei loro caratteri, così diversi fra di loro, di momenti della tua vita. Sei
davvero brava ! (Rita)
Finalmente ieri sera sono riuscito a ritagliarmi del
tempo per leggere, e mi sono dedicato al tuo libro. L’ho trovato molto delicato
e capace di accendere delle immagini vivide di alcuni momenti , talvolta
personali, come nell’infanzia e al liceo. Come nel film, anche in questo caso
ho avuto modo – non di filmare, ma di leggere – una storia legata al mare.
Complimenti davvero! (Fabio)
Si legge con piacere. Ognuno può trovarci qualcosa
della propria vita, riletta attraverso le proprie sensazioni.( Mario)
Una storia che parla di mare, sole e vento. Un libro
bellissimo! (Mariella)
Scampoli di vita che si inseguono tra i paesaggi di
un'isola incantata. gli sguardi di una bambina si posano fugaci sulle immagini
della vita che non si dimenticheranno più. (cliente Amazon)
Molto bello. Si legge in un soffio. Scivola via come
un'onda del mare, quello stesso mare che l'autrice richiama in tutti i suoi
lavori e che ogni tanto durante l'inverno si ha voglia di sentire più vicino. Da
leggere, quando si ha voglia di sognare o anche solo di ricordare…Nota
negativa? Finisce troppo presto… (cliente Amazon)
Un bellissimo libro che merita di essere letto
(Marco)
Grazie perché ci fai rivivere emozioni, ricordi,
sogni, profumi, piaceri (Mario)
“…La scrittura di Vincenza Fanizza ti ‘circuisce’ e
poi ti spiazza perché quando credi di aver capito la sua cifra stilistica,
quando credi che la storia si srotolerà nell’alternanza fra i ricordi del
passato e il presente, ecco che all’improvviso ti trovi davanti ad una nuova
forma di scrittura; poche righe, quasi versi di una poesia dell’anima.
I capitoli. Li chiama “Onde” Vincenza quasi a sottolineare che i suoi ricordi
tornano con la risacca del mare e poi se ne vanno per lasciare spazio al
presente ed è in questo continuo flusso di immagini e sensazioni che le parole
si intersecano, si discostano, si uniscono…” (Dalla recensione di Maria Rita
Monaco su Pensalibero.it)
“…Ho sempre percepito il linguaggio della narrazione
di Vincenza Fanizza come imparentato al cinema.
Non penso al cinema contemporaneo ma a quello degli inizi, con il
bambino paffutello e nudo che corre ridendo per la stanza perché non si vuole
vestire, la bambina che sale sull'albero a guardare il mare o che vede oggetti
e animali nel profilo cangiante delle nuvole dal terrazzo alto della casa della
nonna, vicino al campanile e ai nidi delle rondini. Mi fa pensare anche al
cinema libero e anarchico di Jean Vigo,
pieno di sogni ma sempre ancorato all'osservazione e allo spunto reale. Però, a
differenza di quei film in bianco e nero, per Vincenza i colori sono importanti
e hanno proprio valenza pittorica, sono
colori che dicono…”
(Dalla recensione del libro “La mia storia
inventata” di Maresa D’Arcangelo su Stamp.Toscana)
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